La storia del nostro Dormiente
Sotto il manto di aghi e di foglie del sottobosco delle foreste ad altitudini elevate dell’Appennino pistoiese, il fungo Dormiente (Hygrophorus marzuolus) è uno dei primi doni che la natura offre con l’arrivo della primavera. Cresce nascosto, spesso interrato, quasi a voler sfuggire allo sguardo di chi lo cerca.
“Per trovarlo bisogna conoscere i segreti del bosco… e avere pazienza.”
Ogni esemplare è il risultato di un equilibrio delicato tra clima, quota e composizione del terreno. La raccolta è manuale e richiede attenzione, esperienza e rispetto delle regole, poiché la sua disponibilità è limitata e strettamente legata all’ecosistema forestale.
Come lo usiamo
Il Dormiente è un fungo che trova la sua espressione migliore consumato fresco con il quale sprigiona tutto il suo profumo e la sua delicatezza. È molto apprezzato nella cucina montana toscana, e viene spesso inserito nei menù di ristoranti e agriturismi della zona. Ideale:
- Saltato in padella con aglio e prezzemolo
- In risotti cremosi e in vellutate
- Come condimento di tagliatelle o pasta fresca
- Abbinato a uova e polenta
- “La sua rarità lo rende prezioso e ogni piatto che lo contiene è un omaggio alla natura e alla stagionalità.”
Lo sapevi che…
- Il nome “dormiglione” deriva dal fatto che si fa trovare quando il bosco sembra ancora dormire, all’inizio della primavera.
- È uno dei pochi funghi che si raccolgono prima della primavera vera e propria, spesso con la neve ancora ai margini dei sentieri.
- Nonostante la sua bontà, è poco conosciuto fuori dalle aree montane toscane, rendendolo un tesoro nascosto della gastronomia locale.
Crediti immagine: https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Hygrophorus_marzuolus_(1).jpg