Il nettare di mirtillo nasce dalla valorizzazione del mirtillo nero selvatico (Vaccinium myrtillus), piccola bacca spontanea dei boschi appenninici, apprezzata per il colore intenso e il profumo ricco e boschivo. La presenza del 40% di frutto garantisce struttura, densità e un gusto naturalmente equilibrato tra dolcezza e piacevole acidità.
Il succo concentrato di mela, nella misura del 20%, completa il profilo organolettico apportando una dolcezza morbida e naturale, senza coprire l’identità aromatica del mirtillo. L’acqua consente di ottenere una consistenza vellutata e armoniosa, adatta al consumo diretto.
Il risultato è una bevanda dal colore violaceo profondo, dal profumo intenso di sottobosco e dalla consistenza piena, che richiama le raccolte estive tra sentieri montani e radure ombrose.
Lavorazione
Selezione e controllo dei mirtilli selvatici.
Spremitura delicata per preservare aromi e pigmenti naturali.
Miscelazione con succo concentrato di mela e acqua.
Pastorizzazione leggera per garantire sicurezza e stabilità del prodotto
Come si gusta
Servito fresco come bevanda dissetante. In abbinamento a dessert semplici o gelato alla vaniglia. Come base per cocktail analcolici o aperitivi fruttati. Scaldato e leggermente diluito, come bevanda confortante in inverno
La tipicità dei nettari nasce dall’incontro tra territorio e frutto. I mirtilli selvatici, piccoli e intensamente profumati, crescono tra i pascoli in altura e nei sottoboschi ombrosi tra i 900 e i 1.600 metri di quota, sviluppando un gusto equilibrato tra dolcezza e acidità. Accanto a essi, lamponi, more e ribes arricchiscono il profilo aromatico con note floreali e lievemente balsamiche. L’acqua pura di sorgente contribuisce alla freschezza della bevanda, mentre la lavorazione — spremitura soffice e pastorizzazione delicata — preserva colore, densità e fragranza naturale. Il risultato è un nettare corposo e vellutato, dal rosso-violaceo intenso, capace di esprimere pienamente l’identità del bosco appenninico.
Nell’Appennino Pistoiese, storicamente legato alla castanicoltura e alla vita silvo-pastorale, le bacche spontanee rappresentano una preziosa integrazione alimentare. Nell’Appennino, la tradizione della trasformazione artigianale della frutta ha valorizzato conserve e bevande come espressione genuina del territorio. Oggi piccole aziende agricole e laboratori montani proseguono questa tradizione, puntando su raccolte manuali e filiere corte.
I nettari di mirtilli e frutti del sottobosco possono essere gustati:
- Serviti freschi come bevanda dissetante naturale
- In abbinamento a ricotta fresca o yogurt bianco
- Come base per aperitivi analcolici e cocktail fruttati
- Leggermente scaldati, diluiti con acqua, come bevanda confortante nelle stagioni fredde
Lo sapevi che…
Nei borghi montani dell’Appennino Pistoiese, la raccolta dei mirtilli segnava tradizionalmente l’apice dell’estate.
Le bacche selvatiche dell’Appennino Emiliano sono apprezzate per l’elevata concentrazione di pigmenti naturali, responsabili del loro colore intenso.
Ancora oggi, tra Toscana ed Emilia, la raccolta dei frutti del sottobosco rappresenta un momento di convivialità e legame profondo con l’ambiente montano