La storia della nostra patata
Tra le pendici soleggiate della Montagna Pistoiese, oltre i mille metri di altitudine, nasce una patata unica nel suo genere: la Patata Bianca del Melo. Tipica dell’omonima frazione del comune di Abetone Cutigliano, è da sempre coltivata secondo metodi tradizionali e senza l’uso di trattamenti fitosanitari. La sua forma rotonda e leggermente schiacciata, la buccia liscia e la polpa bianca e farinosa raccontano di un prodotto contadino che ha mantenuto intatti sapore e genuinità nel tempo.
“La nostra patata cresce come una volta: solo letame, acqua di montagna e tanto lavoro a mano.”
La Patata del Melo si distingue per l’alto contenuto di amido e fosforo, che le dona una consistenza ideale per purè, gnocchi e piatti rustici. Le aziende locali la conservano ancora nei locali agricoli a temperatura ambiente, senza alcun trattamento, come facevano le generazioni precedenti.
Come la usiamo
La Patata Bianca del Melo è la base ideale per numerosi piatti della cucina contadina. Grazie alla sua consistenza farinosa e al sapore delicato, è particolarmente apprezzata in preparazioni semplici che ne valorizzano l’autenticità. Ecco alcuni usi tradizionali:
- Gnocchi fatti in casa, come da ricetta toscana
- Purè rustico, con burro di malga e latte fresco
- Zuppe contadine, con fagioli, cavolo nero e croste di pane
- Patate al forno, croccanti fuori e morbide dentro
- Torte salate, con cipolla e rosmarino
- Preparazione del Tordello del Melo
Lo sapevi che…
- Ogni anno, la prima domenica di ottobre, si celebra la Sagra della Patata del Melo nella località Le Roncacce. (comune di Abetone-Cutigliano).
- In passato, la semina avveniva a mano anche sui terreni più scoscesi, e le patate venivano cavate dal terreno e raccolte una a una.
- Nonostante la qualità eccellente, il prodotto è ancora poco conosciuto fuori dalla zona, anche a causa della mancanza di promozione e di un prezzo poco remunerativo.