Gli Zuccherini Montanari derivano da ingredienti essenziali – farina di grano, zucchero, uova, semi di anice e una piccola quantità di grassi – che riflettono una pasticceria semplice ma sostanziosa, pensata per offrire energia durante le giornate di lavoro in montagna.
Nelle comunità dell’Appennino i biscotti secchi rappresentavano una riserva preziosa: si preparavano in quantità nei periodi di festa e si conservavano a lungo, diventando una presenza costante nelle case.
Gli Zuccherini Montanari nascono come evoluzione dei biscotti all’anice diffusi in Toscana, adattati alle disponibilità locali e alla necessità di creare dolci semplici ma durevoli. La copertura di zucchero non era solo decorativa: contribuiva alla conservazione e rendeva il biscotto più resistente all’umidità tipica delle zone montane.
Ancora oggi la ricetta sopravvive grazie alla tradizione familiare e ai piccoli forni artigianali che ne custodiscono la preparazione, mantenendo viva una consuetudine legata alla convivialità e all’ospitalità.
Preparazione
- In una ciotola sbatti le uova con lo zucchero.
- Aggiungi l’olio o il burro fuso, il liquore all’anice e i semi di anice.
- Unisci la farina poco per volta con il lievito e il sale.
- Lavora fino a ottenere un impasto sodo ma morbido.
- Forma dei filoncini sottili e chiudili ad anello oppure a piccola ciambella.
- Disponili su teglia con carta forno.
- Cuoci a 180°C per circa 15–20 minuti, finché risultano appena dorati.
Per la glassa tradizionale:
- Metti in un pentolino acqua e zucchero.
- Scalda mescolando finché si forma uno sciroppo denso.
- Unisci il liquore all’anice.
- Versa la glassa sui biscotti ancora tiepidi oppure rigirali rapidamente nello sciroppo.
- Lasciali asciugare finché si forma la classica copertura bianca.
Come si gustano
Tradizionalmente vengono:
- Serviti con vino dolce o vinsanto secondo l’uso toscano.
- Offerti agli ospiti come segno di accoglienza.
- Inzuppati nel latte o nel caffè nelle colazioni invernali.
Lo sapevi che…
Gli Zuccherini Montanari fanno parte della tradizione dolciaria della Montagna Pistoiese e delle aree appenniniche tosco-emiliane.
L’aroma di anice è tipico di molte preparazioni festive dell’Italia centrale.
Erano considerati biscotti “da viaggio”, proprio per la loro lunga conservazione.