Sottili, morbidi e naturalmente dolci, i necci sono riconosciuti come Prodotto Agroalimentare Tradizionale (PAT) della Regione Toscana (Regione Toscana, 2017). Nascono da un impasto semplice a base di farina di castagne e acqua, lavorato fino a ottenere una pastella liscia e senza grumi.
Preparazione
- Versare la farina di castagne in una ciotola capiente e aggiungere l’acqua tiepida poco alla volta mescolando con una frusta fino a ottenere una pastella liscia, fluida e priva di grumi.
- Scaldare molto bene una padella antiaderente oppure, nella preparazione tradizionale, i testi (piastre di pietra o metallo) disposti sulla testaiola, una struttura circolare in pietra o metallo posta sul fuoco, progettata per accumulare e distribuire uniformemente il calore.
- Quando la superficie è ben calda, versare un mestolo di impasto e distribuirlo in uno strato sottile.
- Cuocere per alcuni minuti finché iniziano a formarsi piccole bolle in superficie, quindi, girare e completare la cottura anche dall’altro lato. Nella preparazione tradizionale, l’impasto viene cotto tra due piastre sovrapposte, interponendo foglie di castagno leggermente inumidite: questo evita che il neccio si attacchi e conferisce un aroma caratteristico.
Come si gustano
Una volta pronti, farcire i necci ancora caldi con ricotta fresca e servirli immediatamente. Oltre alla versione classica con ricotta, i necci possono essere farciti con miele, confetture, crema di nocciole oppure, in versione salata, con formaggi freschi o salumi.
Lo sapevi che…
- I necci si cuociono tra piastre di pietra o acciaio, impilati sulla testaiola.
- I necci si preparano soprattutto d’inverno, quando la farina di castagne è fresca di macina.
- Sono difficili da commercializzare perché vanno consumati caldi, appena fatti.
- L’Ecomuseo della Montagna Pistoiese – Museo della Gente dell’Appennino Pistoiese espone gli utensili tradizionali dei castanicoltori, come i testi per cuocere i necci.
Crediti immagine : Claudio Minghi