Miele della Montagna Pistoiese

Nel miele c’è il respiro del bosco: ogni stagione lascia la sua traccia

Valori Nutrizionali

Per 100 g di prodotto

Acqua: 18 g
Lipidi: 0 g
Glucidi disp.: 80,30 g
Ferro: 0,50 g
Calcio: 5 g
Fosforo: 6 g
Tiamina: tracce
Riboflavina: 0,04 g
Riboflavina: 0,30 g
Vitamina C: 1 g 

La storia del nostro miele

L’apicoltura nella Montagna Pistoiese è una pratica antica, strettamente connessa alla presenza di boschi di castagno, prati spontanei e ambienti poco contaminati. Le condizioni ambientali della montagna – altitudine, biodiversità botanica e limitata pressione agricola intensiva – favoriscono la produzione di mieli dal profilo aromatico ricco e distintivo.

Nel tempo, la raccolta del miele ha rappresentato non solo una fonte alimentare preziosa, ma anche un elemento della cultura rurale locale: un sapere tramandato tra generazioni di apicoltori, oggi recuperato e valorizzato attraverso piccole produzioni artigianali e filiere corte.

Il miele di castagno, in particolare, è storicamente legato al paesaggio della Montagna Pistoiese, dove i castagneti hanno sostenuto per secoli l’economia e l’alimentazione delle comunità appenniniche.

Come lo usiamo

Il miele della Montagna Pistoiese accompagna molte preparazioni tradizionali:

  • Consumato al naturale, su pane o necci caldi
  • Abbinato a formaggi freschi e stagionati
  • Utilizzato in dolci da forno e ricette contadine
  • Sciolto in bevande calde durante la stagione invernale

Oltre al valore alimentare, rappresenta un prodotto simbolo della relazione tra biodiversità, impollinazione e tutela del paesaggio montano.

Lo sapevi che…

  • La cristallizzazione naturale del miele è un processo spontaneo che indica assenza di trattamenti industriali.
  • Il miele di castagno contiene generalmente più sali minerali e composti aromatici rispetto ai mieli chiari primaverili.

L’apicoltura di montagna contribuisce alla conservazione della biodiversità vegetale attraverso l’impollinazione delle specie spontanee.

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